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ISBN: 978-618-5048-67-9
pages: 160
size: 13 x 20,5 cm.
price: € 13.00 (incl. VAT)
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Sogno sull'onda
Racconti

translated to Italian by Maria Caracausi

Un sogno d’estate, dominato dal mare, è quello del pastorello; un sogno d’inverno, dall’epilogo non lieto, quello del vecchio Barba-Gianni. Anche il  giovane barcaiolo del secondo racconto si è cullato in un sogno che verrà crudelmente infranto. Elemento comune ai tre racconti è l’amore, che riesce a trasfigurare la dura e inesorabile realtà quotidiana e persuade i protagonisti a riconciliarsi con la propria sorte.

Con l’azzurro intenso delle sue luminose marine, il verde della sua rigogliosa vegetazione e il bianco delle sue case, Skiathos è un’incantevole isola dell’Egeo: un’isola di sogno, che costituisce lo sfondo ideale per questi racconti di Papadiamandis.


L’intelligenza poetica di Papadiamandis percorre le sue pagine, ridesta e magnetizza le parole, costringendole ad incontrarsi in frasi, come fa il vento con i fiori di campo.
— Odisseas Elitis
Premio Nobel per la letteratura 1979

Se le novelle di Papadiamandis costituiscono la cronaca di Skiathos, è pur vero che sono la poesia delle credenze, dei costumi  e delle tradizioni dell’isola.
— Octave Merlier

 

Noterella sulla traduzione

Le caratteristiche della lingua di Papadiamandis, la varietà delle parole usate, la sua singolare capacità di creare composti costituiscono potenziali trappole per il traduttore, cui spetta anche comprendere i numerosi idiomatismi delle Sporadi utilizzati katharevusa e dhimotikà dialogate.
Risulta appunto particolarmente difficile rendere efficacemente in un’altra lingua la coesistenza di dotto e popolare che caratterizza la lingua greca, in particolare la lingua usata da questo autore. Il traduttore si trova dunque a operare una scelta decisiva: o rinunciare a rendere fedelmente nella sua lingua l’alternanza dei due registri, oppure, al contrario, insistere nel tentativo, col rischio però di produrre una lingua pesante, farraginosa, scarsamente attraente per il lettore.
È indubbio che, nel caso in cui si tentasse di esser fedeli alla duplicità di registro, resterebbe pur sempre impossibile rendere in un’altra lingua – segnatamente in quella italiana – le caratteristiche morfologiche della katharevusa. Si può tentare infatti di creare "calchi" per quanto riguarda sintassi, lessico, stile, non certo per quanto riguarda la morfologia!
Particolarmente delicato il ruolo del traduttore nel caso dei racconti scritti in prima persona (come Sogno sull'onda). Quando il narratore si esprime in modo quasi "cancelleresco", al traduttore si presenta una difficile alternativa: o rispetta
I miei primi contatti con l'opera di Papadiamandis risalgono a più di vent'anni fa. Ero una giovane neogrecista e volevo cimentarmi con un testo linguisticamente complesso, difficile da rendere in un'altra lingua.
Man mano che entravo nel testo, però, cominciavo ad allontanarmi psicologicamente dai problemi linguistici e mi lasciavo avvincere dal fascino delle pagine del narratore. Seguivo con partecipazione le vicende dei suoi antieroi, campioni di un'umanità sempre problematica, spesso dolente e sconfitta. Evidentemente tragica la vicenda del vecchio Barba-Gianni, che trova la sua catarsi solo nella neve immacolata che lo ricopre come un sudario. Non meno grama, tuttavia, la vicenda del pastorello divenuto avvocato grazie alla sua buona azione: lungi dal donargli serenità e soddisfazione, il contatto ravvicinato avuto una sola volta col suo sogno lo condanna per sempre ad un irrimediabile rimpianto: "Oh, fossi ancora pastore sui monti!".
Senza mistificazione, senza inganno, Papadiamandis ci ricorda che la  e che anche gli umani, fatti della stessa sostanza dei sogni.

Maria Caracausi

 

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